“Sono uno che morde la vita, che coglie l’attimo, che si butta in ogni occasione perché tanto a rimanere fermi non si guadagna niente”
Per me la musica è un’urgenza. E’ la mano di mio padre che diventa un pugno sul tavolo quando non trovava i soldi per mantenere me e mio fratello. è la voglia di aprire la finestra e far entrare del caldo a sciogliere il ghiaccio dei miei sentimenti più bui. è un attimo prima di piangere, è il momento dopo che hai pianto quando ti stupisci che dai tuoi occhi secchi piova fuori qualcosa che si può toccare cheparli di quello che hai dentro, è la prova che sotto alla maglietta vive un’anima, è…è..sei tu, probabilmente. tu che leggi e rendi queste piccole parole grandi come l’aquilone del figlio di un gigante”
“Ora, se vi va, vi racconto qualcosa di me.
Il mio film preferito è L’attimo fuggente. Credo di saperlo a memoria. Adoro il cinema, soprattutto perchè mi fa scappare senza muovermi di lì.
Sono cresciuto in provincia di genova e quando mi sono trasferito a Varazze i primi mesi, quando tornavo a casa di sera, sbattevo contro le persone perchè invece che guardare avanti, camminavo guardando il mare alla mia destra. Mi sembrava impossibile averlo lì a portata di mano, a portata di sogno.
Ho fatto il liceo scientifico perchè mi piaceva la matematica. Dopo una settimana ho scoperto di odiarla.
Amavo scrivere ma già all’epoca invece che studiare, suonavo più che potevo e così quando dovevo affrontare cosa intendeva Montale nelle sue poesie, al posto che spiegare il significato reale di cosa voleva comunicare il poeta, scrivevo quello che comunicava a me e finivo a parlare di mio fratello, di lasciare biglietti sugli specchi delle persone che amavi, di chiudermi nel mio sacco a pelo di dubbi, di promesse infrante e tramonti possibili, di di Dylan e Edward mani di forbice. Inventivi sicuramente. Risultato? fuoritema. 4.
Poi all’esame di maturità si presenta l’;occasione: “La matematica contro la poesia. Scegli da che parte stare.
Inutile dirvi per chi facessi il tifo. Finalmente non dovevo interpretare il pensiero di nessuno. Solo aprire il lucchetto delle mie emozioni. E’ andata bene.
Ho preso 10… Se mai si può dare dieci a un tema.
Ho ricevuto lettere e telegrammi dalla mia vecchia prof di lettere. Le ho spedito alcuni miei racconti. Dice che adesso scrivo davvero.
Mi piacerebbe chiedere scusa alla mia prof per tutte le fandonie che posso aver inventato sui “suoi” leopardi, Pirandello ecc.
Cercavo solo di farli miei.
Il mio poeta preferito è Ungaretti.
Lo porto sempre con me. Ho un suo libro e lo tengo sempre in macchina sul sedile di dietro. Sul serio. Mi sembra di averlo lì. per me è stato il più grande. Scriveva sulle cartine di sigaretta concetti in 2 righe che non si possono spiegare.
Alcune parole suonano più della musica come solo certi autori sono in grado di scrivere. Il mio libro preferito si chiama “MOLTO FORTE , INCREDIBILMENTE VICINO” di Johnatan Safran Foer.
C’è moltissimo di me in quel libro.”