EMANUELE DABBONO EP – Quando la musica è poesia
Il 15 luglio il suo EP è approdato su I-Tunes e in poche ore ha conquistato la vetta piazzandosi alla 3 ° posizione. Sei brani che hanno di gran lunga superato ogni aspettativa e che conquisteranno definitivamente il pubblico.
“CI TROVERANNO QUI” è uno di quei pezzi che ascolti piacevolmente e che ti ritrovi a cantare ad alta voce senza rendertene conto.
uno scorcio di ricordi della gioventù trascorsa in una cittadina di provincia, ricordi di quando eri spericolato, avevi tanti sogni e andavi via a testa alta forte e sicuro delle tue certezze.
“Se le stelle su nel cielo, non ci sanno più guidare…Chi eravamo non ce lo potranno mai rubare. Se qualcuno chiederà di noi, ci troveranno qui…”
“NOVE SU DIECI” Vi toccherà nel profondo. Ti prende il cuore e l’anima. Una canzone in cui le emozioni contrapposte si sfiorano, si intrecciano e si fondono. L’amarezza e la dolcezza, la speranza e la rassegnazione, l’amore e la sofferenza, il compromesso e l’orgoglio di chi ama ma non è corrisposto. Il dolore di chi ha bisogno di quell’amore che non riesce ad avere per potersi sentire completo, il dolore di chi allo stesso tempo è stanco di continuare a soffrire e si sente vivo 9 su 10…
“fai a pezzi il mio mondo, perché ne ho proprio bisogno, tra martiri e sacrifici io e te, siamo vivi 9 su 10…”
“L’ATTESA” E’ forse la canzone più romantica e profonda dell’intero EP. Insieme a “Nove su Dieci” è un brano che parla d’amore. L’amore nonostante tutto, l’amore nelle sue diverse forme, l’amore per cui vale la pena aspettare, ancora o sempre.
“…ti aspetterò sempre e mi dicevi che te la cavi sola, ma io vorrei essere con te una cosa sola sempre, perché vali, perché meriti, tu sola un attesa del genere…”
“ORA LO SO” Un’attimo di rifelssione, una denuncia contro la guerra e contro il mondo che ormai sembra quasi esserne indifferente. “Ridere per non piangere” o “restare o mettersi ad urlare” il rancore e la rabbia di chi non vuole arrendersi a questo orrore, che non vuole dimenticare tutte quelle guerre di cui televisioni e giornali non parlano più.
“MIO PADRE” Il ricordo per una persona importante che non può più esserci accanto, l’amore e la stima per un padre che forse non si ha avuto la possibilità di conoscere fino in fondo perché le due strade si sono divise troppo presto. La gratitudine per tuttò ciò che si è ricevuto, l’ammirazione per i valori e gli insegnamenti trasmessi, la rabbia per quei momenti non trascorsi e la consapevolezza che non torneranno più indietro. Il rammarico e il rimpianto per un “grazie” mai detto. I sentimenti di un figlio verso il proprio padre in quello che risuona come un vero e proprio saluto “al di quà” del cielo.
“…non voglio una foto da ricordare! Vorrei conoscere mio padre…”
Questo EP è da considerarsi un piccolo capolavoro d’esordio per un eccezionale cantautore capace di trasformare con un’innata naturalezza la sua voce e i suoi pensieri in pura poesia, riuscendo a trasemttere emozioni forti che ti scuotono dentro e ti scavano in fondo al cuore e in fondo all’anima, a volte con più determinazione e aggressività, altre volte con più dolcezza e profondità.
Chi ha apprezzato le sue interpretazioni di cover che vanno dal genio del grande Battisti alla follia glam di David Bowie, amerà sicuramente questo suo nuovo EP. Quì nessun tavolo della giuria, nessuna sfida o ballotaggio, solo Emanuele Dabbono, con la sua musica, con le sue emozioni, con il cuore e con l’anima, in tutta la sua grandezza, per poter infine scoprire che dietro ad un grande artista si cela prima di ogni altra cosa, una straordinaria e splendida persona.
Autrice: Marianna Coltiletti.
Dal 18 luglio è disponibile nei negozi di dischi “Ci troveranno qui” il primo cd di Emanuele Dabbono, reduce dal grande successo di X Factor, il cantautore è stato l’unico tra gli altri concorrenti ad incidere un disco con canzoni proprie
“L’ep contiene 6 brani:
1) Ci troveranno qui 2) Revolver 3) Nove su dieci 4) Ora lo so (mostar) 5) L’attesa 6) Mio padreLe canzoni sono tutte molto travolgenti e piene di carica, riescono a trasmettere varie sensazioni, dai ricordi di un tempo passato, alla rabbia per una società in cui è presente ancora la guerra, all’amore, fino ad arrivare a “Mio padre”, una dedica a suo padre molto commovente. Insomma un mix di emozioni da assaporare fino all’ultima nota. La calda voce di Emanuele, accompagnata dal gruppo dei Terrarossa, è l’ideale per chi ama ancora la vera musica intesa come arte, non lasciandosi trasportare dai falsi artisti lanciati dalle varie emittenti televisive. “
Tratto da Pupia tv, autore: Enrico Bencivenga
“I giovani possono e devono credere in qualcosa. Dare ascolto al proprio cuore, alle proprie aspirazioni e ai propri sogni.
I giovani possono e devono credere in qualcosa. Dare ascolto al proprio cuore, alle proprie aspirazioni e ai propri sogni. Sogni che solo in alcuni casi diventano una splendida realtà grazie a tanta determinazione, infinita passione e un pizzico di fortuna.
È quello che è accaduto ad Emanuele Dabbono, talentuoso cantautore ligure, che pur componendo musica fin da ragazzino ha avuto modo di farsi conoscere al grande pubblico solo recentemente grazie alla sua partecipazione a X Factor Italia che alla sua finalissima gli ha consegnato la medaglia di bronzo.
Un terzo posto sudatissimo e ultra meritato che Ema, come ama farsi chiamare dai suoi amici, ha accettato con il suo solito delicato sorriso di bravo ragazzo.
E poi il tanto agognato matrimonio con la sua amata Francesca, un lungo viaggio made in Usa e un ep fresco fresco di stampa, uscito nei migliori di negozi di dischi di tutta Italia il 18 luglio per la gioia dei suoi numerosissimi sostenitori che ogni giorno affollano di messaggi il suo aggiornatissimo My Space.
L’ep, intitolato “Ci troveranno qui” come il pezzo che il musicista di origine genovese ha presentato alla già sopra citata finale di X Factor Italia, contiene sei pezzi nella piena tradizione del rock internazionale, composti dallo stesso artista che si è valso ancora una volta dell’eccellente collaborazione con i TerraRossa, definibile a buona ragione come i “suoi compagni musicali di sempre”.
Segno dunque che nonostante la celebrità appena raggiunta il ragazzo non si è affatto montato la testa, anzi!
È assolutamente conscio delle sue capacità e del fatto che è grazie ai suoi fans se è riuscito ad arrivare dove è ora.
Più attivo che mai si è pure messo a lavorare seriamente alla registrazione di un full lenght vero e proprio la cui uscita è prevista per i primi mesi del 2009.
E se l’ep, ottimamente registrato e arrangiato, oltre che studiato nei minimi particolari, melodie e testi ovviamente inclusi ( si perché Ema è un vero poeta della canzone giovanile n.d.r.), ci ha fatto già venire l’acquolina in bocca non possiamo fare altro che attendere con il batticuore la pubblicazione del suo primo album.
Coraggio: che cosa sono poi sei mesi? Passano alla svelta!
<!–[if gte mso 9]> Normal 0 14 false false false MicrosoftInternetExplorer4 <![endif]–><!–[if gte mso 9]> <![endif]–>Pubblichiamo qui di seguito la tracklist completa di “Ci troveranno qui”:
01-Ci troveranno qui
02-Revolver
03-Nove su dieci
04-Ora lo so (mostar)
05-L’attesa
06-Mio padre
Tratto Musicalnews, da autrice Laura Gorini
<!–[if gte mso 9]> Normal 0 14 false false false MicrosoftInternetExplorer4 <![endif]–><!–[if gte mso 9]> <![endif]–>
Sei brani di grande intensità che offrono un affascinante squarcio sul ricco, creativo ed appassionante universo musicale del giovane cantautore ligure; reduce dalla fortunata esperienza rappresentata dalla partecipazione al talent show X-Factor, ora è per lui finalmente arrivato il momento di farsi strada ed imporsi nel panorama musicale italiano. Le carte in regola ci sono decisamente tutte, prime tra tutte cuore, passione ed originalità…non resta altro dunque che lasciarsi conquistare dalla sua voce calda ed avvolgente e dal suo talento di musicista ed interprete.
GENERE: Pop, Rock melodico, Cantautorale
ASSOMIGLIA A: Ligabue, Goo Goo Dolls, Bon Jovi, Nek
MIGLIOR BRANO: Ci troveranno qui, Revolver
VOTO (0-10): 8.0
ETICHETTA: UPR/Iperspazio/Distribuzione Edel
ARTICOLO DEL: 05/08/2008
Non bisogna assolutamente lasciarsi ingannare: Emanuele non è la classica meteora lanciata dall’ennesimo programma televisivo e destinata a brillare in maniera fugace sull’onda di quest’occasione fortunata per farsi conoscere. Il successo che sta riscuotendo sarà anche stato agevolato dalla prestigiosa vetrina offerta da X-Factor ma in realtà è il frutto di anni di dura gavetta, sperimentazione musicale, collaborazione creativa con numerosi gruppi, partecipazioni a festival e concorsi canori, insomma di tutta una multiforme gamma di esperienze che hanno indubbiamente contribuito a forgiare il suo talento naturale e ad accrescere giorno dopo giorno la sua maturazione artistica. Tra le tappe più significative di questo cammino si potrebbero citare la partecipazione al Festival di Castrocaro nel 1997 in cui si classificò terzo aggiudicandosi il premio della critica, la vittoria nel 2005 del Cornetto Free Music Festival e la successiva partecipazione allo straordinario concerto finale di Milano assieme a star del calibro di Avril Lavigne, Black Eyed Peas, John Legend e Francesco Renga ed infine la pubblicazione nell’estate di due anni fa del singolo “Scritto sulla pelle”, che riscosse un discreto successo nelle emittenti radiofoniche e televisive.
Ecco poi arrivare, peraltro del tutto inaspettatamente, l’opportunità d’oro da cogliere al volo, ovvero X-Factor: tre mesi di esposizione televisiva gli consentono di crearsi puntata dopo puntata un solido nucleo di ammiratori che lo sostengono ed apprezzano le sue non comuni doti interpretative nel reinventare e far proprie le cover che gli vengono di volta in volta proposte (e si parla di veri e propri capolavori della musica rock e pop degli ultimi decenni: da “Knockin’ On Heaven’s Door” di Bob Dylan a “One” degli U2, da “Purple Rain” di Prince ad “Iris” dei Goo Goo Dolls). Nella puntata finale, in cui Emanuele finisce per aggiudicarsi la medaglia di bronzo della competizione televisiva, presenta però finalmente un proprio brano inedito, proprio la canzone “Ci troveranno qui” che dà il titolo a questo suo EP di esordio come solista; da sottolineare il fatto che, in un momento così decisivo ed importante, lui sia stato l’unico partecipante ad esibirsi con un brano scritto di proprio pugno senza avvalersi di autori e produttori di spicco. Già questa sarebbe stata una scelta coraggiosa e meritevole di stima e considerazione, se poi si aggiunge il fatto che tra gli inediti presentati questo era indubbiamente il più autentico, profondo e coinvolgente non può non sorgere del rammarico per la vittoria mancata e che sarebbe stata assolutamente meritata.
Voltata pagina ecco però Emanuele presentarsi al suo pubblico con un EP di sei brani, tutti da lui composti ed inediti: troppo facile e scontato sarebbe stato cavalcare l’onda del successo mediatico con una ben confezionata raccolta delle roboanti cover da lui magistralmente interpretate nell’ambito del concorso canoro; l’obiettivo di questo lavoro discografico non è però quello di raggiungere un immediato ed effimero successo. Emanuele Dabbono è un cantautore e ciò che gli sta veramente a cuore è avere l’opportunità di far ascoltare i brani che da tempo giacevano nel cassetto, aspettando solamente l’occasione giusta per dar voce ai sentimenti, alle emozioni, al romanticismo e all’intensità che permeano ciascuno di essi rendendoli speciali e preziosi.
L’EP è stato reso disponibile a partire dal 15 luglio su ITunes e poi dal 18 luglio in tutti i negozi di dischi, raggiungendo un immediato consenso da parte del pubblico (basti pensare al riguardo che, in sole dodici ore dalla sua pubblicazione su Itunes, l’album ha raggiunto il podio della classifica ITunes dei dischi più venduti, risultato del tutto eclatante ed incoraggiante!). I brani custoditi in questa piccola ma gustosissima collezione di ottima musica sono stati suonati e registrati da Emanuele assieme al gruppo dei Terrarossa, suoi compagni di avventura musicale da anni, gruppo composto da Alessandro Guasconi (al basso), Giuseppe Galgani (alla chitarra) e Senio Firmati (alla batteria).
Il sipario è aperto da “Ci troveranno qui”, un pezzo di matrice pop-rock estremamente piacevole, carico, vigoroso e profondo, un vero e proprio inno generazionale dedicato alla generazione a cavallo tra i venti ed i trent’anni, che rivolge uno sguardo nostalgico all’adolescenza da poco svanita e descrive quale sia il significato e l’inestimabile valore delle radici saldamente piantate nel passato, specialmente per chi ha vissuto ed è cresciuto in un piccolo paese di provincia. Difficile non immedesimarsi ed emozionarsi per un testo così sentito e personale, con quell’autenticità e quell’ispirazione che costituiscono la cifra distintiva di un vero e proprio cantautore di esperienza e valore (Qui tra un orizzonte ed un treno passato / Io non so partire, questa valigia è per te / E troveranno che / Eravamo la promessa ancora lì da mantenere / Come marinai del mondo con un porto in cui tornare / Se le stelle su nel cielo non ci sanno più guidare / Chi eravamo non ce lo potranno mai rubare / Se qualcuno chiederà di noi ci troveranno qui). Un cambiamento di itinerario sonoro è però segnato immediatamente da “Revolver”, brano con le potenzialità da tormentone radiofonico destinato a scalare inesorabilmente le classifiche e che sarebbe perfetto per questa stagione estiva: un rock che picchia con un sound arrabbiato, non concede tregua e travolge l’ascoltatore avvicina questo brano aggressivo e grintoso allo stile di Bon Jovi, complice anche un effetto vocale che ricorda molto il celebre successo “It’s My Life” di quest’ultimo, risalente ad una manciata di anni fa. E questo tipo di atmosfera musicale sposa alla perfezione il testo della canzone, in cui Emanuele si scaglia contro i giudizi e pregiudizi gratuiti avanzati dalle persone superficiali, sempre pronte a criticare il prossimo e a rimangiarsi la parola data, e si fa portavoce di un desiderio di ribellione e liberazione dai vincoli della società che accomuna l’intera sua generazione (Con un revolver oggi però centro il bersaglio / con un revolver io quella corda oggi la taglio / con un revolver libero te e libero un sogno / sparo e sarò sano e salvo insieme a te).
Ma in questo album non mancano neppure episodi maggiormente romantici, intimi e riflessivi che incontriamo nei brani “Nove su dieci”, una delicata e toccante dichiarazione d’amore in musica (Se vuoi il mio amore / scendi dal piedistallo e prova a camminare / dove son già stato cancella le mie orme / e fanne di nuove / a volte un cielo dipinto ha le stelle più vere/ Fai a pezzi il mio mondo / che ne ho proprio bisogno) e in “L’Attesa”, struggenti versi che si dipanano su un accompagnamento di chitarra classica e rivisitano il tema dell’inquietudine e dell’aspettativa generate dall’attendere di poter godere della vicinanza della persona amata (Ti aspetterò sempre / e mi dicevi che te la cavi sola / ma io vorrei essere con te una cosa sola / sempre / perché vali / perché meriti / tu sola un’attesa del genere). Molto convincenti infine anche gli altri due brani (“Ora lo so (mostar)” e “Mio padre”) che completano l’album.
Assolutamente promosso dunque Emanuele in questo suo primo progetto discografico da solista: si percepisce sin dal primo ascolto la sua precisa, autentica ed originale identità di musicista ed interprete, nonché il suo evidente spessore di autore e compositore. Possiamo sicuramente vedere in lui un’ottima promessa per il futuro della musica italiana e nei suoi brani una nuova e contagiosa linfa vitale in grado di rivitalizzare un panorama pop-rock italiano a tratti un po’ stantio e noioso. Auguriamo quindi ad Emanuele Dabbono di proseguire decisamente su questa strada e noi ci auguriamo di aver presto la possibilità di ascoltare un nuovo album di suoi brani inediti. Nel frattempo torniamo a riascoltarci e goderci questo antipasto di ottima musica, nell’attesa di poter ascoltare dal vivo Emanuele sia in versione acustica, chitarra e voce, sia con i Terrarossa nel tour che a partire da metà agosto li condurrà nelle maggiori città italiane e di cui qui di seguito potrete scoprire le tappe già confermate e assolutamente da non perdere.
CI TROVERANNO QUI
REVOLVER
NOVE SU DIECI
ORA LO SO (MOSTRAR)
L’ATTESA
MIO PADRE
<!–[if gte mso 9]> Normal 0 14 false false false MicrosoftInternetExplorer4 <![endif]–><!–[if gte mso 9]> <![endif]–>
Tratto da il Gufetto, autore: Andrea Cova
C